Frutto antico
Diospyros kaki L. f. · Famiglia: Ebenacee

Originario della Cina, dove viene tradizionalmente coltivato da oltre 2000 anni, ha un nome comune che è un prestito linguistico dal giapponese. Fu introdotto in Europa circa due secoli fa e si è diffuso in Italia a partire dal 1880, trovando un habitat ideale soprattutto in Sicilia e in Emilia. Il suo nome scientifico significa letteralmente “grano di Zeus”. Noto anche come mela d’Oriente, offre una grande ombra, ha il pregio di non essere attaccato dai parassiti e le sue foglie giallo-rosse in autunno risultano altamente decorative fino ai primi geli.
Si tratta di un albero che può diventare pluricentenario, pur avendo una crescita lenta, e che sopporta male i climi troppo caldo-umidi. È una pianta caducifoglia e latifoglia che può raggiungere un’altezza di 18 m, anche se di norma viene mantenuta più bassa per scopi agricoli; le foglie sono grandi, ovali allargate, glabre e lucenti.
I frutti sono costituiti da una grossa bacca sferoidale e carnosa, di un acceso colore giallo-aranciato; inizialmente sono molto astringenti e ricchi di tannini, tanto da diventare edibili solo dopo la sovramaturazione. In italiano sono detti cachi, loti, diospiri o cachi-mela: quest’ultimi, noti anche come “loti vaniglia”, si consumano meno maturi poiché mantengono la tipica croccantezza della mela.
Nel Pomario del Papa è recuperato come specie storica del territorio tuscolano, oggi desueta: coltivato senza chimica di sintesi, con apparato radicale contenuto (entro 1,5 m) per non interferire con l’archeologia sottostante.
Vaniglia · Rojo brillante · Mela · Loto di Romagna


