Sulla piattaforma superiore del Barco Borghese, a Monte Porzio Catone, rivive il frutteto cinque-seicentesco voluto dai Borghese: un hortus conclusus di frutti antichi sopra duecento ambienti voltati romani.
Il Barco Borghese è un complesso unitario con due anime perfettamente integrabili: quella archeologica — il più vasto complesso di sostruzioni romane a volta finora conosciuto, circa duecento ambienti — e quella cinque-seicentesca, il giardino della piattaforma superiore, il Pomario del Papa.
La dialettica fra il «sotto» e il «sopra», dal «buio» alla «luce», è la grande suggestione della visita integrale.
Cenni storici


















Le insule dei frutti antichi, il settore archeologico delle sostruzioni e i giardini d'autore.

Albicocco di Monte Porzio, visciolo, sorbo, azzeruolo, melo e pero cotogno, gelso: le essenze tradizionali del territorio, oggi desuete.
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Il labirinto romano di ambienti voltati e il futuro Museo delle tecniche edilizie romane.
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Il teatro di verzura, gli orti sospesi, il prato fiorito, i berceaux di rose rampicanti.
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Alberi da frutto
Rose in varietà
Hydrangea in varietà
Arbusti rampicanti sui berceaux
m² di tappeto erboso seminato
L'intervento nasce dal Bando del Ministero della Cultura «Programmi per valorizzare l'identità dei luoghi: parchi e giardini storici» (Next Generation EU – PNRR), su promozione dell'IRVIT, Istituto Regionale delle Ville Tuscolane.
Restauro della fontana del Vasanzio, ripristino dell'asse centrale, agroecosistema senza chimica di sintesi: un giardino che è anche un laboratorio di biodiversità.
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Immagini recenti dal recupero del Pomario.








