Frutto antico
Prunus amygdalus Stokes · Famiglia: Rosacee

Nella Bibbia il mandorlo è citato dieci volte, come uno dei “prodotti più scelti del paese”. Presente in Siria e Palestina, venne introdotto in Sicilia dai Fenici e dai Greci (i Romani lo chiamavano “noce greca”), per poi diffondersi in Francia e Spagna.
Questa pianta viene coltivata per il suo prezioso seme, la mandorla, divenuta commestibile solo con la coltivazione: i frutti della variante selvatica venivano infatti inizialmente arrostiti per eliminarne la naturale tossicità, fino a quando una mutazione genetica nelle varietà domestiche, apparse già nella prima parte dell’Età del bronzo, determinò la scomparsa del glucoside amigdalina. Si tratta di un albero piccolo, caducifoglio e latifoglia, che cresce lentamente fino a raggiungere i 7 m d’altezza, ma è così longevo da diventare plurisecolare.
Presenta foglie lanceolate e picciolate, anticipa tutti gli altri alberi fiorendo all’inizio della primavera con petali bianchi o rosati e produce una drupa che racchiude il seme nel suo guscio legnoso, protetto da un mallo verde che si raccoglie tra agosto e settembre. Da questi frutti, ricchi di vitamina E, si ottiene una farina ottima come detergente e ammorbidente cutaneo, oltre a un olio protettivo per la pelle; la pianta è inoltre un’eccellente specie mellifera.
Nel Pomario del Papa è recuperato come specie storica del territorio tuscolano, oggi desueta: coltivato senza chimica di sintesi, con apparato radicale contenuto (entro 1,5 m) per non interferire con l’archeologia sottostante.
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