Frutto antico
Malus domestica Baumg. · Famiglia: Rosacee

Il centro di origine del melo selvatico Malus sylvestris, progenitore del melo coltivato, pare sia il Kazakistan. Questa specie è la madre di tutte le mele, con origini che si perdono nel tempo: è un piccolo albero deciduo di 3-10 m di altezza, a chioma espansa e apparato radicale superficiale. Le foglie sono alterne e semplici, a lamina ovale, leggermente seghettate, con apice acuto e base arrotondata.
I fiori sono ermafroditi, di colore bianco-rosato esternamente e bianco internamente, con una corolla composta da 5 petali; sono riuniti in infiorescenze a corimbo, in numero di 3-7, e la fioritura avviene in primavera, con impollinazione entomofila. Il frutto, detto pomo o mela, si forma per accrescimento del ricettacolo fiorale insieme all’ovario ed è perciò un falso frutto; ha forma globosa, prima verde e a maturazione estivo-autunnale con colore variabile dal giallo-verde al rosso. Il frutto vero, derivato dall’ovario, è in realtà il torsolo.
Tollera benissimo il freddo e, con l’eccezione di qualche varietà, può sopportare temperature fino a -25 °C. Può essere coltivato ovunque, ma preferisce un clima fresco, un terreno ricco di humus e zone tra i 600 e i 1000 m; la pianta teme la siccità.
Nel Pomario del Papa è recuperato come specie storica del territorio tuscolano, oggi desueta: coltivato senza chimica di sintesi, con apparato radicale contenuto (entro 1,5 m) per non interferire con l’archeologia sottostante.
Cerina o Zitella · Annurca · Abbondanza rossa · Citronella · Starking · Imperatore


