Frutto antico
Crataegus azarolus L. · Famiglia: Rosacee

Diffuso nel bacino del Mediterraneo, è un frutto “minore”: gli azzeruoli erano diffusi nei secoli passati, ma il consumo e la diffusione della pianta sono andati via via diminuendo, tanto da essere oggi considerati una rarità. Si ritiene che la specie sia originaria dell’Asia Minore o dell’isola di Creta.
L’azzeruolo cresce sino a un’altezza massima di 5 m, con rami spinosi; è una pianta longeva e può diventare centenaria, a crescita lenta, latifoglia e caducifoglia. Le foglie, di color verde brillante, sono di forma ovale e cuneiforme. I fiori sono bianchi e si dispongono in infiorescenze di 3-18; la fioritura avviene da aprile a maggio.
Il frutto è un piccolo pomo commestibile di forma globosa, di color rosso amaranto, bianco o giallo alla maturazione, con polpa carnosa dal sapore agrodolce e tre piccoli semi al suo interno; matura a settembre. Consumati freschi, i frutti sono dissetanti, diuretici e ipotensivi, oltre a garantire un ottimo apporto di vitamina A e C; la polpa vanta inoltre proprietà antianemiche e alleate della vista. Si usa per confetture e gelatine, in pasticceria e conservato sotto spirito.
Nel Pomario del Papa è recuperato come specie storica del territorio tuscolano, oggi desueta: coltivato senza chimica di sintesi, con apparato radicale contenuto (entro 1,5 m) per non interferire con l’archeologia sottostante.
Azzeruolo


