Frutto antico
Punica granatum L. · Famiglia: Litracee

Nell’area del Mediterraneo fu diffuso da Fenici, Greci, Romani e Arabi, e introdotto in America dagli Spagnoli; il nome scientifico deriva dal nome romano della Tunisia. Si presenta come un piccolo albero o arbusto, caducifoglie e latifoglie; può raggiungere i 6 m di altezza e vivere oltre 100 anni. Le foglie sono lucide, strette e allungate; i fiori sono di un vivo colore rosso.
Il frutto (melagrana o granata) è una bacca di consistenza molto robusta, con buccia dura e coriacea, a forma rotonda, con chicchi di colore rosso, dolci e poco aciduli; le varietà sono numerosissime. Resistente a ogni tipo di malattia, con la sola condizione di un ambiente secco e con elevata insolazione, viene diffusamente coltivato sia come generoso albero da frutto sia come splendida pianta ornamentale.
L’infuso dei petali viene utilizzato come rinfrescante delle gengive; dalla scorza si ottiene un colorante per fibre tessili; i semi, ricchi di vitamina C, hanno proprietà diuretiche e si usano per la preparazione di sciroppi e della granatina. Si suppone che il frutto dell’Albero della vita del Giardino dell’Eden fosse una melagrana: citato nel Corano, nella pittura rinascimentale è raffigurato in senso beneaugurante di fecondità.
Nel Pomario del Papa è recuperato come specie storica del territorio tuscolano, oggi desueta: coltivato senza chimica di sintesi, con apparato radicale contenuto (entro 1,5 m) per non interferire con l’archeologia sottostante.
Dente di cavallo · Nero · Spagnolo




