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Teatro di verzura & giardini

Oltre al frutteto, il giardino del Barco si compone di una serie di elementi d’autore che ripropongono a grandi linee le quattro componenti tipiche del giardino monastico medievale: l’hortus, il pomarium, il viridarium (il giardino fiorito ornamentale, con la rosa protagonista) e l’herbularius (qui evocato dal prato fiorito).

L’idea richiama insieme l’evoluzione della concezione dell’hortus conclusus nel giardino rinascimentale, caratterizzato da un disegno d’ordine monumentale — l’asse primario con la fontana al centro, sintesi di simboli laici e religiosi di entrambe le concezioni.

Le componenti

I giardini d’autore

Sei elementi che intrecciano memoria storica, scenografia e biodiversità.

Teatro di verzura
Scenografia

Teatro di verzura

Una siepe di alloro è la protagonista della scenografia: un «teatro di verzura» al centro di uno dei percorsi interni, che funziona come spazio per eventi di limitato impatto o punto di aggregazione. Un elemento forse estraneo a questo tipo di giardini, una citazione riferibile a esempi più «alti» di ville rinascimentali, come il Giardino di Pojega a Negrar.

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I berceaux con rose e rampicanti
Cerchiate

Berceaux / «cerchiate»

Pergolati leggeri che riproducono la forma degli ambienti voltati sottostanti, collocati in corrispondenza delle murature antiche. Ospitano rose e rampicanti — Bignonia, Clematis, Lonicera, Passiflora, Rosa, Vitis.

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Orti sospesi
Hortus

Orti sospesi

Nel settore terminale Sud-Ovest del Barco, dove la massa arborea si dirada, trova posto un’area dedicata agli orti sospesi, che richiama la componente utilitaria del giardino monastico, l’hortus.

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Il prato fiorito per insetti pronubi
Biodiversità

Prato fiorito

Una spianata lasciata a prato fiorito, in favore degli insetti pronubi (api, bombi) e per l’incremento della biodiversità. Da fine inverno a inizio estate offre un susseguirsi di fioriture spontanee di grande effetto cromatico; lo sfalcio avviene solo dopo la disseminazione, perché i fiori completino il loro ciclo biologico.

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Giardino fiorito
Viridarium

Giardino fiorito

L’area centrale ospita specie arbustive e cespugliose floreali dei generi Hydrangea e Rosa, di grande effetto cromatico: è il viridarium, il giardino fiorito ornamentale del giardino monastico, con la rosa come protagonista.

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L'asse centrale con i cipressi
Asse centrale

I cipressi dell’asse centrale

Per richiamare il viale di accesso a Mondragone, piantato a cipressi nel Settecento, sono state collocate quattro coppie di cipressi nei punti nodali del viale centrale: una «citazione» di grande impatto territoriale. L’asse è rivestito di graniglia chiara, visibile anche da lontano.

Un laboratorio vivente

Il giardino come agroecosistema

La messa a dimora di circa 1000 esemplari fra piante legnose arboree (fruttiferi, cipressi e cespugli di leccio), arbustive e rampicanti rappresenta un contributo notevole alla riduzione della CO₂ e soprattutto all’incremento della biodiversità — non solo vegetale, ma anche animale, con un forte aumento di specie utili al giardino nelle loro varie funzioni trofiche, dal contenimento di malattie e parassiti all’impollinazione.

La totale eliminazione della chimica di sintesi per la fertilizzazione — sostituita da biostimolanti microbici naturali — non provoca alterazioni né inquinamento di suolo, acqua e aria. L’irrigazione è solo di soccorso, per sostenere le piante nei periodi di massima siccità, grazie anche all’impiego di idroretentori che riducono il consumo d’acqua.

Un agroecosistema con numerose specie vegetali in grado di offrire nicchie ecologiche agli organismi, perseguendo la massima diversificazione biologica del giardino.