Frutto antico
Prunus domestica Thunb. · Famiglia: Rosacee

Originario del Caucaso, venne poi coltivato intensamente in Siria. I Romani lo introdussero con successo nell’intera area del Mediterraneo, ma furono i Crociati a portarlo e diffonderlo in tutta l’Europa intorno al 1200. “Susina” è invece il nome corretto dei frutti tondi di Prunus salicina, una specie di origine probabilmente cinese e arrivata nelle campagne europee in tempi molto più recenti.
L’albero del pruno ha la tipica forma a ombrello o ad alberello, con dimensioni medie che variano da 3 fino a 8 m d’altezza secondo la varietà. Presenta bellissimi fiori solitamente bianchi che sorgono rigogliosi all’inizio della primavera, prima della comparsa delle foglie. I frutti, di forma ovale o sferica, maturano da giugno a ottobre, e la raccolta viene effettuata manualmente in più riprese, fino a 5 volte, per garantire la giusta maturazione.
I frutti sono solitamente di sapore dolce e succoso, anche se alcune particolari varietà risultano decisamente aspre e necessitano di essere cotte a lungo con lo zucchero per poter essere commestibili. Tutte le varietà di Prunus contengono al loro interno un solo osso legnoso con un seme di notevoli dimensioni, non commestibile. Le prugne e le susine vengono consumate sia fresche, sia essiccate o impiegate per deliziose confetture.
Nel Pomario del Papa è recuperato come specie storica del territorio tuscolano, oggi desueta: coltivato senza chimica di sintesi, con apparato radicale contenuto (entro 1,5 m) per non interferire con l’archeologia sottostante.
Coscia di monaca · Regina Claudia verde · Stanley · Recinella


